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Strudel di Sanremo

Sarà sciocco ma ci sono alcuni piatti che considero complicati da fare di default, per cui non li faccio. Lo strudel ad esempio… ma la pasta verrà bene? ma non sarebbe meglio la sfoglia? ma riuscirò a chiuderlo bene? e in forno poi se mi si smonta? Invece magia delle magie basta ispirarsi ad esempio  qui  per imparare e ottenere uno strudel classicone che sa proprio di strudel, che nonostante qualche erroraccio da testa di quiz sbadatona, perdonabile solo perchè l’ho cucinato in orario notturno (oh, per me dopo le 22 è proprio notte fonda) e con un occhio e un orecchio al festival, tralasciando qualche particolare tecnico migliorabile è venuto praticamente perfetto. Mi sono stupita di me stessa…e innamorata di lui

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Pane al forno

Non più di qualche settimana fa è apparsa su vari giornali la notizia secondo la quale nella sola Milano verrebbero buttati ogni giorno qualcosa come 180 quintali di pane raffermo, considerato vecchio e inutilizzabile. Devo dire che, da quando qualche anno fa ho smesso di considerarmi sempre a dieta e ho fatto pace col panettiere, io sono proprio una di quelle persone che il pane lo compra praticamente tutti i giorni, e che in più spera sempre di tornare ad avere presto un lievito madre nel frigo da accudire e impastare quotidianamente. Inevitabilmente il pane avanza. Spesso me ne vergogno proprio, abbiamo in casa un cassettone del pane che contiene vari tagli rinsecchiti, panini interi, pezzi di ciambelle, scaglie di pani scuri integrali e ai cereali. Abbiamo pane in freezer, si perchè nei casi limite, avendo preso troppo pane al mattino, la sera almeno mi ricordo di congelarlo per quelle rare occasioni in cui realizzo che non ce n’è abbastanza. A proposito devo dire che se il pane che si acquista è fatto bene, da un fornaio come si deve e con ingredienti di qualità, il pane congelato, scongelato nel microonde e passato in forno riacquista una edibilità più che decorosa. Mia mamma invece ad esempio, compra il pane e lo mantiene in un sacchetto, e il pane che si mangia è quello finchè non è finito; certamente così perde un po’…diventa un po’ molliccio (pensandoci, sarà per questo che cerco di comprarlo fresco ogni giorno?) ma di certo lei ne spreca molto meno di me. Altra cosa che fa la mamma e io no è grattugiare il pane secco, proprio a mano con la grattugia, lavoro che non ho mai sopportato. Però dopo anni di pigrizia assoluta in cui confesso di aver comprato il pangrattato dal panettiere, ora mi sono impegnata col tritatutto e viviamo con in casa un barattolone di pangrattato bello ruvido, un po’ grossolano ma buonissimo che uso spesso e volentieri per gratinare verdure in forno e impanare tutto l’impanabile. Fatta tutta questa premessa vengo alla ricettina della foto. Trattasi di pane al forno imparato dalla zia in Puglia, fantastico per l’aperitivo, come stuzzichino o come merenda salata, replicato spesso e volentieri a casa nostra, specie quando nessuno ma proprio nessuno si considera nemmeno lontanamente a dieta… perchè diciamolo che così condito si tratta proprio di una bomba calorica, però buonissima ;)

Questa ricetta partecipa all’iniziativa di Vale di Mangia e bevi

 

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 A Natale tra i vari regali ci è arrivato un cestino di prodotti di Altromercato. Yuppie!! che bellezza, dal caffè al karkadè, dalla confettura di more alle gelatine di frutta, tutto buonissimo e profumatissimo e soprattutto, si sa, equo&solidale :) Bene, in mezzo ai vari pacchettini c’era anche questo budino al cacao, con cacao biologico della Repubblica Dominicana e zucchero di canna del Paraguay, che manco a dirlo mi ha fatto gola e ho voluto provare subito. Ora, io non compro un preparato in busta per budini almeno dall’adolescenza, e si sa che nessun purista e un po’ fissato con la cucina lo farebbe, ma questo ha dalla sua primo il fatto di essere bio e non proprio di origine industriale garantita, e secondo -devo dire- di essere risultato proprio buonino, aromatico il giusto, originale, non troppo dolce e non colloso come mi sarei aspettata. Continue Reading »

Per la verità questo piatto (che io adoro letteralmente, probabilmente influenzata da fattori personali che vanno al di là dell’amore per la buona tavola, va detto ) fa parte delle mie ‘tradizioni’ solamente da …mah….boh…più o meno un triennio, ecco. E devo dire che ha contribuito non poco a far nascere l’amore tra me e il mio maritino… infatti è stato lui a prepararmelo la prima volta e ad insegnarmi a cucinarlo, di volta in volta, un segreto ogni tanto, deliziandomi con la sua bravura ai fornelli (a proposito, ma il branzino al sale quando me lo rifai? :). Io le cime di rapa prima non le avevo mai mangiate, nè tantomeno cucinate, nè assolutamente mai pulite nè acquistate. Ora che ci ho familiarizzato devo dire che sono una verdura proprio notevole, che devo iniziare ad usare anche in altre preparazioni perchè sapore, rapidità di cottura e facilità di approvvigionamento stagionale me le fanno piacere a trecentosessanta gradi. Comunque, in questo piatto in particolare è la completezza gustativa a farla da padrona. Infatti la tendenza dolce delle orecchiette di grano duro, l’aromaticità e la tendenza amarognola della cima, la sapidità ma soprattutto la croccantezza del pane grattugiato e abbrustolito, uniti armoniosamente nell’abbraccio dell’olio extra vergine di oliva crudo, sono quanto di più totalmente appagante il palato possa conoscere.

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Risotto alla pilota

 

Questa è la ricetta di famiglia del risotto così come lo si fa nelle grandi occasioni, come pranzi di Natale, feste del tutto eccezionali, apertura di vecchie bottiglie messe in cantina per feste di laurea e mai aperte, e cose così. La ricetta è di mio papà ed io ignoro quanto ci sia di veramente originale e quanto di aggiunto o semplificato da lui, so che negli anni mi è capitato di visionare altre versioni su libri di cucina e su internet, che mai ho realmente preso in considerazione, perchè per me il risotto alla pilota è quello che prepara mio papà e basta. Va detto che trovo questa preparazione estremamente moderna e attuale, soprattutto per l’uso abbondante di spezie. Ne avevo già parlato qui, a proposito di varietà e lavorazione del riso, ma questa che vedete nella foto è la mia vera prima volta del risotto alla pilota, nel senso che quest’anno l’onere e l’onore di prepararlo per Natale è toccato a me. Ammetto di aver avuto un po’ di tremarella, soprattutto per via della imponderabilità del giudizio di mio padre, che mi aspettavo a dir poco severo e logorroico, ma invece il suo responso è stato ‘ah però, Silvanina quando ci si mette…’ Continue Reading »

Facendo lo slalom tra pranzi di natale e cene degli auguri, con il negozio a pieno regime -orario praticamente continuato, io e il mio staff al gran completo (Jacopo responsabile di magazzino e Emanuela direttore commerciale- a entrambi un bel monumento farei e beh… a parte spalare la neve dal parcheggio ci siamo anche divertiti col packaging, no?), i nonni mobilitati a tenere la pupattola che mamma deve lavorare e papà pure, alla fine siamo arrivati alla sera del 24, vigilia delle vigilie da onorare a tutti i costi con la buona tavola e nessuno che avesse una mezza idea su come trovare il tempo per cucinare. Così, in pressochè totale e radicale rottura con le tradizioni (ma poi nemmeno troppo, visto che alla fine sempre di pesce si tratta), abbiamo nobilmente optato per il sushi take away di Ohashi, completo di insalata di tonno e avocado, temaki di gamberi e salmone, e sashimi a volontà…il tutto reso memorabile e festoso dalle bollicine di Egly-Ouriet, sempre intrise di elegantissima struttura e pienezza, con un chè di minimal ed evanescente jap fusion, e Beatrice che prima di aprire i regali si è mangiata la pastina col brodetto di nasello fresco. Uaaaaaa…….

Ristorante Giapponese Ohashi

Corso Regina Margherita, 167
10144 Torino (Piemonte), Italy
011 4732188

Uvetta ve lo consiglia !

 

 

 

AUGURI…

…BUON NATALE a tutti! e specialmente a tutti gli angioletti del mondo !!

Torta tutta n°1

Attenzione! attenzione! ecco qui la torta di mele più facile al mondo da ricordare, più piena di mele di una tarte tatin, più incredibilmente bbbuona e soddisfacente di qualsiasi torta di mele. Lo so lo so che a questo punto del calendario sono ben altri i dolci a cui vi starete dedicando, però leggetevi questa ricetta e se vi scatta una voglia di bontà super semplice vi basterà un’oretta di forno per avere in casa un profumo da far svenire i famigliari e far accorrere tutti i vicini :-) Naturale l’abbinamento con un bimbesco bicchierone di latte freddo, se invece volete sentirvi adulti beveteci su un bicchiere di Moscato d’Asti comme il faut! Continue Reading »

Fuori stagione

Si sa, le verdure acquistate fuori stagione spesso sono una totale fregatura e queste melanzane le ho prese un po’ di giorni fa da Eataly dicendomi ‘devono essere proprio le ultime dei contadini’, dandomi cioè una palese quanto abile giustificazione per una golosa voglia di rifare a tutti i costi questi tortini super estivi. Ora, devo ammettere che le melanzane erano proprio belle, freschissime e pure piuttosto buone…pagate carucce ma infondo ne è valsa la pena. Visto che mi ci trovavo ho preso da Eataly anche la mozzarella di Andria e le olive taggiasche denocciolate, altri preziosi ingredienti per ottenere questi robini qui proprio appetitosi, oltre al pesto di basilico e pinoli homemade -messo in freezer in un barlume di lucidità agostana. Visto che devo essere fuori tempo massimo approssimativamente di due mesi o tre per partecipare alla raccolta/contest di Un tocco di Zenzero sul pesto, mi permetto semplicemente di dedicarli a Sandra di tutto cuore!

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