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	<title>uvAromatica</title>
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	<description>Corridoio gastronomico tra la cantina e il cucinino</description>
	<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 14:31:33 +0000</pubDate>
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		<title>A postcard from the kitchen</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 14:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Uvetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Accompagnamenti]]></category>

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		<category><![CDATA[Torte&amp;Cakes]]></category>

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		<category><![CDATA[cosa cucinare in vacanza]]></category>

		<category><![CDATA[racconti di vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il tempo in vacanza trascorre in modo completamente diverso. Arrivi e dopo un giorno ti sembra di essere arrivato da una settimana; a metà vacanze se ripensi al momento dell&#8217;arrivo ti sembra sia passato un secolo e che i giorni che ancora devono venire siano tantissimi; ora manca poco al rientro e ci sono cose per il viaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: center"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/postcard" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo in vacanza trascorre in modo completamente diverso. Arrivi e dopo un giorno ti sembra di essere arrivato da una settimana; a metà vacanze se ripensi al momento dell&#8217;arrivo ti sembra sia passato un secolo e che i giorni che ancora devono venire siano tantissimi; ora manca poco al rientro e ci sono cose per il viaggio che inevitabilmente bisogna rivedere o organizzare; è il momento in cui ti rendi conto che, quando sarai partito per il ritorno tutta la vacanza ti sembrerà passata in un battibaleno, e ogni cosa si tramuterà in un semplice bel ricordo. Questo mare bellissimo ad esempio, quello della foto quà sopra, è quello di Cala Brandinchi, vicino a Coda Cavallo. Una roba davvero spettacolare, l&#8217;unico posto al mondo credo, che nonostante la spiaggia organizzata e l&#8217;affollamento di fine agosto, resta capace di trasmettere un senso di pace e di libertà senza pari. Se vi capita andateci, la spesa del parcheggio val bene la meraviglia del tutt&#8217;intorno di acqua trasparente e sole. <span id="more-239"></span></p>
<p style="text-align: justify;">A proposito di sole, ci sarebbe da dire che chi come me soffre di eritema, ha ad ogni minuto del giorno la possibilità di rovinarsi la vacanza. Infatti quelle chiazze bastarde, se escono non c&#8217;è niente da fare, pungono, prudono e bruciano come nient&#8217;altro e rendono insopportabile una semplice giornata calda o una chiacchierata sul lungomare. Impossibile stare in spiaggia e in qualsiasi luogo assolato, insomma mezzo disastro. Io da bambina ne soffrivo molto e nessuno sapeva farci niente; ho pianto tanto per l&#8217;eritema solare, per tante estati e in molti litorali. Ora credo fermamente che la qualità delle creme sia migliorata, e spendo più in solari che in voli aerei, piglio gli integratori per bocca, tengo orari di esposizione al sole da bambino in fasce, sto molto tempo a casa, all&#8217;ombra totale della nanna del pomeriggio, obbligo le persone a camminare con me sul marciapiede lato ombra, e devo ammettere di riuscire a contenere abbastanza bene la mia situazione pelle, riuscendo perfino non dico ad abbronzarmi ma a prendere un bel colorito salutare, non uniforme ma gradevole. Resta il fatto che mi piacerebbe risolvere questo fastidio definitivamente, forse se potessi cancellarne il ricordo dell&#8217;infanzia, il mio cervello adesso non lo farebbe più spuntare fuori&#8230; forse se non dovessi preoccuparmene ogni volta che vedo il mare allora il problema semplicemente non esisterebbe e io mi abbronzerei e basta.  La bella scoperta di quest&#8217;anno è un benedetto flaconcino spray di acqua termale della Avéne, lenitivo e rinfrescante superiore a qualsiasi doposole. Fantastico, credetemi, ormai ne sono addicted.</p>
<p style="text-align: justify;">Il residence dove siamo offre una discreta casetta con un bel patio all&#8217;aperto e la cucina abbastanza attrezzata. Mi ero portata da casa alcune cose che immaginavo di non trovare, come una teglia da forno, il cavatappi, la grattugia, ma l&#8217;anno prossimo mi devo prendere per forza come minimo un frullatore e qualche tupperware in più. Al negozietto qui vicino vendono frutta e verdure spettacolari perciò non si contano le insalate, i meloni, le pesche che stiamo consumando, ma nelle ore buche di ombra totale, mi sono occupata anche di dare dignità a questo forno dell&#8217;angolo cottura, nuovo ma davvero pietoso, e a profumare di colazione la mezzanotte di mezzo villaggio.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/brioche1" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Preparare <a href="http://www.uvaromatica.com/?p=148" target="_blank">le brioche</a> era una di quelle piccolezze che volevo concedermi proprio in vacanza. Le ricordavo piuttosto laboriose o improbabili da fare con Beatrice che gira per casa. In effetti non ci ho messo poi così tanto, (o forse al papà sarà sembrato tanto?) e il risultato  seppur non impeccabile mi ha soddisfatta. Beatrice non le mangia&#8230; ma a parte questo non trascurabile dato di fatto (ammore di mamma, mangiati &#8217;sta brioschina, cuore mio :) anche le dosi a occhio hanno funzionato. Vorrei dire comunque cho ho adorato fare colazione con i savoiardi sardi di Galtellì, che spettacolo di biscotti! prima o poi&#8230;</p>
<h3><span style="color: #339966;"><span style="text-decoration: underline;">Brioche col tuppo</span></span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Ingredienti (dosi approssimative per 9 brioche)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>350 gr di farina 00</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>una quarantina di zollette di zucchero sciolte in mezzo bicchiere di latte intero</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>1 uovo</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>50 gr di burro</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mezza bustina di lievito di birra secco (da attivare con poca acqua, una zolletta di zucchero e un cucchiaino di farina)</em></p>
<p style="text-align: justify;">In una terrina impastare la farina con l&#8217;uovo, unire il latte con lo zucchero, il burro fuso, il lievito riattivato da almeno un quarto d&#8217;ora. Impastare con voglia di farlo, fino ad ottenere una pasta elastica, omogenea e profumata. Mettere a lievitare per almeno un&#8217;ora al calduccio e lontano da correnti d&#8217;aria (ad esempio il vento della costa sarda non è indicato). Una volta raddoppiato il volume, dividere l&#8217;impasto in varie palline, posizionarvi sopra un&#8217; altra pallina più piccola (il tuppo), coprire col canovaccio e lasciar crescere per circa due ore, quasi tre. Intanto cenate con la famiglia, poi mettete a nanna la piccola, poi lavate i piatti che qua la lavastoviglie non c&#8217;è, poi accendete il forno a 180 gradi; bagnate la superficie delle briosche con poco latte e spolverate con un po&#8217; di zucchero. Infornate e fate cuocere un quarto d&#8217;ora, o finchè il colore e il profumo non vi convinceranno che son pronte. Durissima aspettare l&#8217;ora di colazione :) </p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/brioche2" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">La focaccia quà sotto invece l&#8217;ho fatta con l&#8217;altra metà della bustina di lievito. Beatrice non l&#8217;ha mangiata, credo per via del troppo origano (mento a me stessa forse? :) però ha quasi imparato a dire &#8216;focaccia&#8217; (noi che siamo i genitori capiamo che vuol dire &#8216;focaccia&#8217; :)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/pakino1" alt="" /></p>
<h3><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #339966;">Focaccia (veloce) coi pomodori pachino</span></span></h3>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<p><em>350 gr circa di semola di grano duro rimacinata</em></p>
<p><em>mezza bustina di lievito di birra secco riattivato</em></p>
<p><em>olio extra vergine di oliva Sardegna dop</em></p>
<p><em>acqua q.b.</em></p>
<p><em>2 cucchiaini di sale fino</em></p>
<p><em>pomodori pachino finchè ce ne stanno</em></p>
<p><em>origano</em></p>
<p style="text-align: justify;">Impastare, far lievitare, stendere nella teglia ben unta, far lievitare ancora. Tagliare i pachini a metà e farli sprofondare nell&#8217;impasto. Salare, condire, infornare per dieci minuti e cenare con birra Ichnusa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/pakino2" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">La miglior cosa che ho preparato ad ogni modo resta questa torta di pane, o finta lasagna, o zuppa che non saprei definire. Beatrice nel vederla in forno l&#8217;ha chiamata insistentemente &#8216;pizza&#8217;, e noi a dirle brava! che sembra proprio una pizza ma invece non è una pizza&#8230; adesso non ricordo ma mi pare che l&#8217;abbia assaggiata e poi sputata :)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/torta di pane1" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Mi ricordavo di aver mangiato a Oliena un pane guttiau con l&#8217;uovo e il pomodoro, buonissimo. Mi ricordavo (ma non precisamente) di una recentissima ricetta del <a href="http://www.ilpastonudo.it/" target="_blank">Pasto Nudo</a> con melanzane e pane carasau, e soprattutto avevo in testa una mezza idea di come fare la zuppa gallurese (mangiata buonissima al ristorante Da Paolo a Olbia) col pane a strati, il brodo, il pecorino (ecco, con la ricetta non c&#8217;entra per niente, vedete <a href="http://www.sardiniapoint.it/7954.html" target="_blank">qui</a>). Insomma ho comprato questo pane guttiau con entusiasmo ma poi stava lì e nessuno si degnava di sgranocchiarlo.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #339966;">Torta di pane (guttiau)</span></span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Ingredienti</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>6 fogli di pane guttiau dm 26 cm circa</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>1 melanzana grande</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>1 latta di polpa di pomodori della sardegna a cubetti da 400 gr</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>olio extra vergine per friggere e per condire</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>parmigiano grattugiato</em></p>
<p style="text-align: justify;">Affettare e friggere la melanzana in abbondante olio extra vergine. Salare leggermente, grattugiare il parmigiano reggiano (un bel piattino). Sporcare d&#8217;olio il fondo della teglia e sistemarvi tre fogli di pane guttiau in maniera concentrica, rivestendo tutta la teglia e lasciando che si accavallino tra loro. Cospargere di polpa di pomodoro, uno strato di melanzane, spolverare con abbondante parmigiano, procedere con un altro strato di pane, pomodoro, melanzane e parmigiano&#8230; la mia teglia era bassa e mi sono fermata qui, ma volendo si può continuare con gli strati (all&#8217;infinito&#8230; :). Condire con un giro d&#8217;olio e sale, accendere il forno e infornare per una decina di minuti, il tempo che il pomodoro inzuppi il pane e il formaggio si sciolga e la torta magica è pronta. Buona, buona, buona.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/torta di pane2" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, i giorni sono corsi uno dietro l&#8217;altro, tra la spiaggia bellissima e liberissima, dove Beatrice ha giocato con Nicolò, Riccardo, Vittoria, Mirko, Adriana, Emma, Ludovica, Omar, Lucrezia, Rachele, Stella e non so quanti altri bambini piccoli, fino a farsi venire un bel febbrone a quaranta, però torniamo a casa con due molari in più (per questo non mangiava, che vi credevate? :) . Noi tra malloreddus e fregola alle vongole, e un filetto di cernia al forno abbiamo fatto le parole crociate, gonfiato canottini, fatto ottomila formine di sabbia, giocato con granchietti di mare e con le onde più piccole che io abbia mai visto. Ancora non ci credo ma ho letto anche mezzo romanzo -Acciaio- e se mi impegno bene potrei riuscire a finirlo. Torno a casa piena di buoni propositi e con la mente più sgombra. Con i ricordi, le foto e tanto, rinnovato, amore.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/cernia2" alt="" /></p>
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		<title>Vacanze in progress</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 09:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Uvetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiacchiere]]></category>

		<category><![CDATA[ricordi di viaggio]]></category>

		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[
Immagine by Giò Mondelli presa dalla rete
Recentemente le mie vacanze sono molto meno organizzate di un tempo, meno programmazione, meno definizione, meno prenotazioni. E incredibilmente fila tutto liscio lo stesso, cioè nonostante essere andati in agenzia viaggi a prenotare qualcosa come otto giorni prima di partire, abbiamo trovato posto dove volevamo e a un prezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/mondelli 2010" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine by Giò Mondelli presa dalla </em><a href="http://www.giomondelli.it/" target="_blank"><em>rete</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente le mie vacanze sono molto meno organizzate di un tempo, meno programmazione, meno definizione, meno prenotazioni. E incredibilmente fila tutto liscio lo stesso, cioè nonostante essere andati in agenzia viaggi a prenotare qualcosa come otto giorni prima di partire, abbiamo trovato posto dove volevamo e a un prezzo accettabile, dunque tutto bene. Il brutto sinceramente è stato arrivare fino al giorno della prenotazione senza poter immaginare, documentare, fantasticare sull&#8217;agognata vacanza; il fatto di non avere una meta stabilita, un posto preciso, e nemmeno un mezzo di trasporto tanto definito, mi ha messo addosso un po&#8217; di senso di smarrimento e un velo di mesta rassegnazione per le ultime settimane. Domani però finalmente si parte! E si va in quella terra meravigliosa che è la Sardegna!!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-238"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Io una vacanza di mare in Sardegna non l&#8217;ho mai fatta prima. Ricordo a mala pena di aver preso un traghetto per andare in Corsica l&#8217;estate della maturità, e poi un breve viaggio attraverso la Sardegna da nord a sud durato pochi intensi giorni insieme ad amici appassionati di enogastronomia che festeggiavano il loro diploma di sommelier ais appena conseguito. Eravamo un gruppo ben assortito, tra amici di vecchia data e nuovi conoscenti, tutti ben disposti verso un breve giro per cantine e ristoranti, rigorosamente fuori stagione. Bei giorni, nessuna prenotazione, solo b&amp;b raggiunti all&#8217;ultimo momento, a Cagliari come a Cabras, a Oliena come a Stintino. E dopo aver visto Contini, <a href="http://www.cantinadisantadi.it/" target="_blank">Santadi</a>, la <a href="http://www.cantinasocialeoliena.it/" target="_blank">Cantina sociale di Oliena</a> e quella di <a href="http://www.cantinedidolianova.it/" target="_blank">Dolianova</a>, la Grimaldi per un improvviso guasto a una nave ci comunicò  al cellulare sulla spiaggia di Chia che il viaggio di ritorno, con tante scuse, non si poteva fare! restammo attoniti , felici, e poi ridemmo tanto, tanto, fino alle lacrime.</p>
<p style="text-align: justify;">Vabbè, ultimamente sarò  diventata nostalgica? tornando all&#8217;oggi, Uvetta ha le valigie quasi pronte, secchiello e paletta per la cucciola che va ad approfondire la sua conoscenza con la sabbia e il bagnasciuga e le onde piccole del mare grande. Per la prima volta mi porto il pc, perciò non si sa mai che ci si senta presto con qualche ricetta con pane carasau o pecorino, e speriamo anche qualche bel pescetto no? buone vacanze a tutti!!</p>
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		<title>Pollo alla santoreggia e mela verde</title>
		<link>http://www.uvaromatica.com/?p=237</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 15:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Uvetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Abbinamenti]]></category>

		<category><![CDATA[Non vegetarian]]></category>

		<category><![CDATA[cucinare il petto di pollo]]></category>

		<category><![CDATA[erbe in cucina]]></category>

		<category><![CDATA[ricette con pollo]]></category>

		<category><![CDATA[ricette estive]]></category>

		<category><![CDATA[uso della santoreggia]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
La santoreggia è una pianta aromatica che amo molto, specie in abbinamento alla carne. Una sacrosanta bistecca di manzo ai ferri con due rametti di santoreggia è spesso tra i miei desideri nutrizionali. Anni fa me ne parlò una mia cliente superappassionata di cucina, decantandomene la singolarità dei profumi e la versatilità di abbinamento, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: center"> <img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/pollo1" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/aromatiche/santoreggiadomestica.htm" target="_blank">santoreggia</a> è una pianta aromatica che amo molto, specie in abbinamento alla carne. Una sacrosanta bistecca di manzo ai ferri con due rametti di santoreggia è spesso tra i miei desideri nutrizionali. Anni fa me ne parlò una mia cliente superappassionata di cucina, decantandomene la singolarità dei profumi e la versatilità di abbinamento, mi colpì tanto che al primo mercatino di primavera che mi capitò di vedere ne comprai due belle piante che tutt&#8217;ora vivono -manco a dirlo- nell&#8217;orto di papà :)</p>
<p style="text-align: justify;">Botanicamente non la conosco molto, nel senso che le mie conoscenze di coltivazione e proprietà terapeutiche delle erbe aromatiche in generale sono piuttosto scarse, mi limito ad apprezzarne il profumo. Invece ho un&#8217;amica -Sabina- che in quanto a queste cose, e spingendosi fino alla fitoterapia, è un genio; magari un giorno faccio un post tutto su di lei e sulle sue tremila attività da toccasana vivente. Venendo alla ricetta invece, c&#8217;è da dire che il petto di pollo tagliato a bocconcini è entrato prepotentemente nella nostra vita da quando a tavola c&#8217;è anche Beatrice. Infatti cuoce in microonde in tre minuti ed è tra le più sbrigative pietanze che lei apprezzi, col suo bel filo d&#8217;olio e qualche verdurina. Per i &#8216;grandi&#8217; invece lo cucino spesso col curry o fritto ma, for a change, ho provato un piacere estremo nell&#8217;aggiustarlo -che di per sè, diciamolo, &#8217;sto pollo è abbastanza <span style="text-decoration: line-through;">orrendo</span> neutro - col profumo spontaneo e delicato della santoreggia. La mela verde aggiunge quella freschezza e succulenza che sennò al piatto mancherebbe, nonchè una stuzzicante croccantezza.<span id="more-237"></span> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/pollo3" alt="" /></p>
<h3><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #339966;">Pollo alla santoreggia e mela verde</span></span></h3>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<p><em>(per circa tre porzioni)</em></p>
<p><em>1/2 petto di pollo tagliato a bocconcini</em></p>
<p><em>abbondante santoreggia (eventualmente sostituire con timo fresco)</em></p>
<p><em>fior di sale</em></p>
<p><em>una mela verde grande</em></p>
<p><em>una noce di burro</em></p>
<p style="text-align: justify;">In una padella antiaderente cuocere i bocconcini di pollo rosolandoli bene su tutti i lati senza condimento. Aggiungere la santoreggia lavata staccandone le foglie dai rametti, mescolare ma tenere poco sul fuoco affinchè la santoreggia non scurisca troppo. Spegnere e salare con fior di sale. A parte sciogliere in un pentolino una noce di burro e unirvi la mela lavata e tagliata a cubetti con la buccia. Fare appena scaldare e servire insieme al pollo tiepido o freddo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/pollo2" alt="" /></p>
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		<title>Tarte Tatin ai Mirtilli</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 21:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Uvetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dolci]]></category>

		<category><![CDATA[Torte&amp;Cakes]]></category>

		<category><![CDATA[dolci ai mirtlli]]></category>

		<category><![CDATA[mirtilli]]></category>

		<category><![CDATA[ricette con mirtilli]]></category>

		<category><![CDATA[tarte tatin di frutta]]></category>

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		<description><![CDATA[
Da qualche settimana nell&#8217;orto di mio padre sono entrate in produzione le piante di mirtilli. Si deve essere particolarmente appassionato a questa coltivazione di recente, che fino a qualche anno fa gli mancava totalmente e ora mi sembra piuttosto esuberante. D&#8217;altra parte viviamo in una zona abbastanza vocata , so di gente che ne ha centinaia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/mirtilli1" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Da qualche settimana nell&#8217;orto di mio padre sono entrate in produzione le piante di mirtilli. Si deve essere particolarmente appassionato a questa coltivazione di recente, che fino a qualche anno fa gli mancava totalmente e ora mi sembra piuttosto esuberante. D&#8217;altra parte viviamo in una zona abbastanza vocata , so di gente che ne ha centinaia di piante e passa il periodo di fruttificazione a distribuire questi fruttini deliziosi a negozianti, baristi e pasticceri, amici di famiglia e quant&#8217;altro. Ora, dopo averne mangiato una discreta quantità tali e quali, visto il mio forte desiderio di &#8216;tartetatennare&#8217; <a href="http://www.uvaromatica.com/?p=234" target="_blank">qualsiasi cosa</a> ultimamente ho improvvisato questa tortina di frutta estiva facilissima da fare, anche quando le temperature non consentono una serena accensione del forno di casa, bastano appena venti minuti e si torna al fresco :)</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-236"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/mirtilli macro" alt="" /> </p>
<h3><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #339966;">Tarte Tatin di mirtilli</span></span></h3>
<p><em>Ingredienti (per una teglia da forno da 24 cm)</em></p>
<p><em>per la pasta brisè</em></p>
<p><em>250 gr di farina 00</em></p>
<p><em>50 gr burro morbido</em></p>
<p><em>acqua q.b. (poca)</em></p>
<p><em>per la frutta</em></p>
<p><em>230 gr di mirilli</em></p>
<p><em>3 cucchiai di zucchero di canna</em></p>
<p><em>1 cucchiaio di miele millefiori</em></p>
<p><em>35 gr di burro</em></p>
<p style="text-align: justify;">Impastare la pasta brisè lavorando insieme tutti gli ingredienti. Ottenere una pasta morbida e omogenea simile a una frolla, formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e metterela in frigo a raffreddare per un&#8217;oretta. Accendere il forno a 180°. Piazzare la teglia sul fornello piccolo e a fuoco molto basso sciogliere il burro con lo zucchero e il miele. Una volta creata questa base dolce e caramellosa unire i mirtilli lavati e scolati e mescolare per un paio di minuti. Spegnere e lasciar riposare per qualche minuto, nel frattempo stendere la pasta brisè fino ad ottenere una sfoglia sottile (ma non troppo), del diametro sufficiente a ricoprire la teglia. Sistemare la pasta sui mirtilli e infilare bene i bordi. Bucherellare con una forchetta e infornare per 20 minuti. Sfornare e lasciar raffreddare qualche minuto prima di rovesciare la torta su un piatto da portata. Servire a temperatura ambiente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/mirtilli2" alt="" /></p>
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		<title>Ritrovarsi</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 16:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Uvetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiacchiere]]></category>

		<category><![CDATA[conservazione vini bianchi]]></category>

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		<description><![CDATA[
La mia nuova vita di ex enotecaria comincia così, spostando qualche centinaio di bottiglie rimaste dalla cantina del negozio, una grande stanza due piani sottoterra con volta di mattoni e pavimento  in pietra di luserna e temperatura costante, alla molto più modesta cantina condominiale di casa mia, che si è velocemente intasata di scatole piene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/colomba1" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">La mia nuova vita di ex enotecaria comincia così, spostando qualche centinaio di bottiglie rimaste dalla cantina del negozio, una grande stanza due piani sottoterra con volta di mattoni e pavimento  in pietra di luserna e temperatura costante, alla molto più modesta cantina condominiale di casa mia, che si è velocemente intasata di scatole piene di documenti vecchi, vini da dessert, nastri regalo e registri fiscali. La svendita delle ultime settimane in negozio è andata molto bene, portando il numero di bottiglie da circa tremila iniziali a circa quattrocento residue in poche settimane. Soddisfacente direi, e sono contenta che Luca (il nuovo titolare del negozio) abbia potuto così riassortire per benino gli scaffali, facendo entrare una ventata di aria nuova e tante belle nuove etichette (a proposito, l&#8217;inaugurazione è questo sabato, per chi è in zona ci vediamo lì :)</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-235"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/colomba3" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">In cantina, come si vede, non sono mancate le sorprese e i ritrovamenti più o meno misteriosi. Ad esempio sono saltate fuori alcune bottiglie di Franciacorta extra brut <a href="http://www.lamontina.it/le-origini.html" target="_blank">La Montina</a>, risalenti a quando il franciacorta non era ancora docg, certe bottilglie di Passito di Caluso che appartenevano alla gestione precedente la mia, perciò se ne stavano lì silenziose da oltre diciassette anni, diciotto bottiglie di Taurasi riserva 1994 che ignoravo di avere (Ema, tu hai anche provato a dirmelo ma io niente&#8230;) e cose così, insieme a un tot di vini bianchi di annate ormai passate, dei Venica e Jermann 2002 per dire, o il Langhe bianco di Piero Busso 1997. Fra tutte queste cose ha fatto breccia nel mio cuore questo Colomba Platino 1998 della Duca di Salaparuta. Appena l&#8217;ho visto ho pensato &#8216;beh queste le buttiamo senza nemmeno considerarle, dove dovrei metterle?&#8217;, giuro. Di fatto i ragazzi che mi hanno aiutata a svuotare la cantina mi fanno, &#8216;eh&#8230;però a gettarle via piene si rompono e sporcano&#8230;è un casino&#8217;. Perciò vagamente indispettita porto su le 6 bottiglie dalla cantina per girarle nel lavandino, belle fresche bisogna dire, in temperatura di servizio perfetta. Stappo e mi coglie la curiosità di assaggiare, e resto decisamente di stucco. Il vino è maturo certo, giallo dorato carico, e i profumi sono tenui e poco identificabili, però non c&#8217;è traccia di ossidazione, il vino è perfettamente conservato, evoluto ma non vecchio. In bocca non è nemmeno tanto male, in qualche modo ancora sorretto dalla freschezza e di buona struttura, armonico e incredibile. Ci sediamo tutti a fare una pausa lavoro bella rinfrescante, in cui mi godo la pienezza di una vinificazione fatta bene e considero cosa una buona cantina può significare. Ho ribevuto giorni fa lo stesso vino a tavola, e ho avuto tutte le conferme del caso. Da degustazione alla cieca e grandi concorsi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/colomba2" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto mi sto godendo la mia bimbotta e facendo poco altro (a parte pensare e progettare, ripensare e riprogettare, ecc). Ho ripensato (appunto) a varie visite ad aziende vinicole, peccato non averne negli anni tenuto memoria in qualcosa come un blog&#8230;Anche la <a href="http://www.duca.it/flash/index.html" target="_blank">Duca di Salaparuta</a>, ai suoi tempi fu davvero significativa per me, col laboratorio di analisi interno e la serie impressionante di vasche in acciao inox, ricordo che ne contai almeno cento. A proposito, bevetevi il loro <a href="http://www.duca.it/flash/main1024.html" target="_blank">brut</a> charmat lungo che costerà dieci euro ed è un piccolo capolavoro anticalura estiva.</p>
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		<title>What&#8217;s going on</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 16:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Uvetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiacchiere]]></category>

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Era nell&#8217;aria da un sacco di tempo ormai. Una gran bella svolta nella mia vita personale e professionale, un cambiamento radicale, di quelli con cui si mettono in discussione certezze acquisite da secoli, dati di fatto e perfino in un certo qual modo la propria identità. Già, perchè decidere di cambiare mestiere, trasferirsi in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/noi in negozio" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Era nell&#8217;aria da un sacco di tempo ormai. Una gran bella svolta nella mia vita personale e professionale, un cambiamento radicale, di quelli con cui si mettono in discussione certezze acquisite da secoli, dati di fatto e perfino in un certo qual modo la propria identità. Già, perchè decidere di cambiare mestiere, trasferirsi in un altra città e mettere su famiglia, tutte e tre queste cose insieme sono davvero una trasformazione radicale no? Sì, però ce n&#8217;è voluto del tempo perchè tutto quanto prendesse forma sul serio, nei fatti e nella mia testa soprattutto, diciamo un paio d&#8217;anni o giù di lì. E tutt&#8217;ora il cambiamento è in evoluzione, non completamente assestato, e tutt&#8217;altro che completato. La prima -meravigliosa- rivoluzione è stata la nascita della mia bambina, lei è stato ed è il cambiamento che si impone tutti i giorni, tutti i giorni scopriamo qualcosa di nuovo e facciamo una nuova conquista, lei come bimba, io come mamma, dal suo primo vagito in sala parto, al suo primo vero indimenticabile sorriso una mattina di primavera, il suo primo bagno in mare e la sua prima parola (grazie, la sua prima parola è stata &#8216;grazie&#8217;), le sue manine e soprattutto i suoi piedini morbidi e bacievoli, le sue guanciotte ciccione e gli occhietti scuri e furbi, insomma è ovvio, io l&#8217;adoro e niente è più totale e assoluto di lei, tutti i ricordi e tutti i suoi passi avanti sono pietre miliari della mia vita prima ancora che della sua.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-231"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ora invece c&#8217;è in ballo soprattutto il mio lavoro, che già prima della gravidanza avevo deciso di lasciare, e che pur tenendo duro per tutto questo tempo, ora mi sa che lo lascio per davvero. Il senso è questo: tra qualche settimana lascerò la mia enoteca a nuove persone, che con spirito nuovo e nuove iniziative porteranno avanti chissà quale dei loro progetti che in questo frangente si intrecciano coi miei. Ripenso spesso al tempo trascorso qui dentro, al giorno dell&#8217;inaugurazione, alla cantina messa a posto e tenuta con orgoglio, alle ore di lavoro di programmazione e studio, ai giorni facili e a quelli difficili, alle attese e alle chiacchierate, alle ore passate al pc, al web, al pallino del foodblogging che è nato anche lui qui tra queste mura e queste bottiglie. Ripenso ai clienti, a quelli che sai che sono andati via contenti, a quelli che vedi tornare contenti, a chi si è avvicinato con timore e riverenza verso un mondo del vino troppo sconosciuto, a chi invece sa sempre cosa vuole e cosa chiedere, e penso al percorso che io stessa ho fatto qui, alla mia crescita e al tramonto maturato a poco a poco, e alle manifestazioni di stima e di affetto che sto ricevendo in questi ultimi giorni, insieme a saluti e auguri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, un pizzico di malinconia in tutto questo c&#8217;è, come c&#8217;è qualche timore per il futuro, ma soprattutto c&#8217;è tanta voglia di fare cose nuove, tante idee e tanti progetti che ho in mente e che voglio realizzare con determinazione, grinta e curiosità, tanta voglia di far bene e di accettare nuove sfide e nuovi percorsi. In mezzo a tutto questo c&#8217;è uvAromatica, un&#8217;idea e un progetto che seppur mi sembra di trascurare anche troppo, continua a generare idee, novità e soddisfazioni, qualcosa che intendo continuare, migliorare, e portare avanti fino allo sfinimento, per ciò che si sappia che se sto scrivendo poco -e cucinando meno- in queste settimane è perchè sono assorbita da quel che succede tutt&#8217;intorno, e che tutt&#8217;intorno c&#8217;è aria di cambiamento, di novità, di trasloco; un tumulto a trecentosessantagradi che invade e pervade la mia vita, un amore grande che mi cambia e mi attraversa ogni giorno, un uomo altrettanto grande che è il padre dolcissimo della mia piccola e a cui dedico tutto quanto questo, il passato, il presente e il futuro, e ogni angolino di me stessa che c&#8217;è e ci sarà.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Buona la prima!</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 18:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Uvetta</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Torte&amp;Cakes]]></category>

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		<category><![CDATA[ricette estive]]></category>

		<category><![CDATA[tarte tatin]]></category>

		<category><![CDATA[tarte tatin di pomodori]]></category>

		<category><![CDATA[torte salate]]></category>

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Questa tarte tatin in versione salata l&#8217;ho vista lo scorso anno in una vetrina di una bella gastronomia a Cannes, e mi ispirò molto, tanto da ricordarmene ancora adesso, e provare a cercarne una ricetta. Per la verità quella che vidi era una tartellette, in versione monoporzione, che dev&#8217;essere ancora più buona, ma vi assicuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/tatin pom3" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questa tarte tatin in versione salata l&#8217;ho vista <a href="http://www.uvaromatica.com/?p=211" target="_blank">lo scorso anno</a> in una vetrina di una bella gastronomia a Cannes, e mi ispirò molto, tanto da ricordarmene ancora adesso, e provare a cercarne una ricetta. Per la verità quella che vidi era una tartellette, in versione monoporzione, che dev&#8217;essere ancora più buona, ma vi assicuro che questa grande merita proprio. Di ricette non ho trovato molto, ma <a href="http://unafinestradifronte.blogspot.com/2009/07/tanti-piccoli-soli-rosso-fuoco.html" target="_blank">girando per la rete</a> ho comunque <a href="http://www.ricettedintorni.net/forum/showthread.php?t=3657" target="_blank">capito alcune cose</a> che mi hanno aiutato a farmi una ricetta ad occhio, con le mie dosi e i miei ingredienti, e anche se certi particolari mi sono sembrati un azzardo (tipo mettere a caramellare lo zucchero per ottenere una torta salata), alla fine&#8230;.ho azzardato :) con massima gioia dei miei invitati a pranzo. Una di quelle volte in cui la fortuna del principiante fa una ricetta perfetta al primo colpo. Da ripetere centinaia di volte :D</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-234"></span></p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #339966;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/tatin pom1" alt="" /></span></span></h3>
<h3><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #339966;">Tarte Tatin di Pomodori Pachino</span></span></h3>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<p><em>500 gr di pomodori Pachino</em></p>
<p><em>40 gr burro</em></p>
<p><em>4 cucchiai di extra vergine</em></p>
<p><em>1 cucchiaio colmo di zucchero di canna grezzo</em></p>
<p><em>6 filetti di acciuga sott&#8217;olio</em></p>
<p><em>mezzo spicchio d&#8217;aglio tagliato finissimo o tritato</em></p>
<p><em>sale</em></p>
<p><em>origano a piacere</em></p>
<p><em>un rotolo di pasta brisè</em></p>
<p style="text-align: justify;">Lavare i pachino e tagliarli a metà, disponendoli in una teglia rivestita di carta da forno con la parte piatta verso l&#8217;alto e la parte curva verso il basso. Salarli generosamente e metterli in forno già caldo a 160° per 40 minuti. Devono asciugare un po&#8217;, senza cuocere del tutto. Sfornare e raffreddare almeno parzialmente. In una teglia antiaderente da forno (26 cm), mettere sul fornello piccolo il burro con l&#8217;olio, aggiungere lo zucchero e una bella presa di sale, e mescolare a fuoco basso, sciogliervi dolcemente le acciughine sempre mescolando. Si ottiene così una base cremosa un po&#8217; collosa, tenere la fiamma bassa perchè non caramelli troppo e aggiungere l&#8217;aglio e l&#8217;origano. Fare insaporire e spegnere. Trasferire i pomodori nella teglia, sempre con la parte piatta rivolta verso l&#8217;alto. Infine coprire con la pasta brisè, infilare bene i bordi e bucherellare la superficie affinchè in forno non gonfi. Cuocere in forno a 180° per 25 minuti. Sfornare e girare in un piatto da portata prima che la torta sia fredda. Servire subito.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/tatin pom2" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Volendo fare in casa la pasta brisè, impastare farina e burro in pari quantità con poca acqua. Far riposare in frigo poi stendere sottilmente.</p>
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		<title>I colori della terra</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 15:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Uvetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Abbinamenti]]></category>

		<category><![CDATA[Non vegetarian]]></category>

		<category><![CDATA[Vegetables]]></category>

		<category><![CDATA[cucinare con le mele]]></category>

		<category><![CDATA[mele in piatti salati]]></category>

		<category><![CDATA[piatti estivi]]></category>

		<category><![CDATA[ricette speziate]]></category>

		<category><![CDATA[secondi freddi]]></category>

		<category><![CDATA[secondi piatti estivi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Cucinare la carne in estate è ancor peggio che in inverno, ma per fortuna il caldo e la bella stagione mi rimandano sempre all&#8217;idea di &#8216;rinfrescare&#8217; i piatti utilizzando le spezie, che rendono sicuramente più stuzzicanti e gustose un sacco di pietanze. Ieri perciò, sebbene avrei preferito uno spezzatino di carni miste, ho ripiegato su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/rolata spezie4" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Cucinare la carne in estate è ancor peggio che in inverno, ma per fortuna il caldo e la bella stagione mi rimandano sempre all&#8217;idea di &#8216;rinfrescare&#8217; i piatti utilizzando le spezie, che rendono sicuramente più stuzzicanti e gustose un sacco di pietanze. Ieri perciò, sebbene avrei preferito uno spezzatino di carni miste, ho ripiegato su questa rolata presa già pronta dal macellaio di riserva (quello di fiducia era a troppi chilometri) e con in mente ben presente <a href="http://fotoefornelli.com/2010/01/cucina-araba-tajine-di-agnello-e-mele-cotogne/" target="_blank">questa foto</a> di Alex, -una delle sue foto che mi si stampano in memoria forever, come <a href="http://fotoefornelli.com/2008/05/pomodori-alla-ghiotta-il-mio-cibo-dei-ricordi/" target="_blank">questa</a> o <a href="http://fotoefornelli.com/2008/01/sciroppo-di-arance-speziato/" target="_blank">questa</a> o <a href="http://fotoefornelli.com/2008/01/pesce-speziato-light/" target="_blank">questa</a>, nessun altro blog ha su di me lo stesso effetto- ho preparato questo variegato piatto policromatico, che dall&#8217;arancio, al giallo chiaro, al marrone ha in sè tutti i colori della terra e a vederlo mi ci vorrei tanto fare un vestito :) Però, però, però, giuro che le foto non gli rendono giustizia, in campo fotografico Uvetta è tutta da rifare, macchina nuova (reflex digitale, wow!) che son certa mi darà grosse soddisfazioni, ma per ora mi fa sentire una vera incapace.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-233"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;abbinamento su cotanta abbondanza di gusto e di profumi si fa ostico, alla fine anzichè voler eguagliare l&#8217;intensità olfattiva ho preferito ottenere un senso di pulizia e nitidezza, ho pensato perciò ad un rosso di moderata struttura e  buon grado alcolico, dai toni morbidi, erbacei e leggermente speziati, con un bel frutto non esuberante e soprattutto freschezza e tannini sottili ma rimarcabili, che equilibrassero la succulenza e la tendenza dolce del piatto. Un vino agile, sottile ma sinuoso, con tutta l&#8217;ammirazione che posso verso questa cantina, il Pinot Nero La Mandorla 2007 di <a href="http://www.luigispertino.it/" target="_blank">Luigi Spertino</a>. Standing ovation.</p>
<p style="text-align: center;"> <img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/rolata spezie macro" alt="" /></p>
<h3><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #339966;">Rolata di Tacchino con mele&amp;spezie</span></span></h3>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<p><em>1 rolata di coscia di tacchino con all&#8217;interno pancetta e prosciutto cotto</em></p>
<p><em>olio extra vergine</em></p>
<p><em>3 carote</em></p>
<p><em>2 mele golden croccanti</em></p>
<p><em>1 cucchiaino di paprika dolce</em></p>
<p><em>1 cucchiaino di curcuma</em></p>
<p><em>2 chiodi di garofano</em></p>
<p><em>1/2 cucchiaino di semi di finocchio</em></p>
<p><em>sale</em></p>
<p><em>un goccio d&#8217;acqua</em></p>
<p style="text-align: justify;">Rosolare bene la rolata nell&#8217;olio caldo girandola su tutti i lati. Intanto pulire le carote e tagliarle a spicchi. Aggiungerle nella pentola, salare leggermente, unire la paprika, la curcuma, i semi di finocchio e piantare i chiodi di garofano nella rolata. Mescolare il tutto, abbassare la fiamma, aggiungere un goccio d&#8217;acqua, coprire col coperchio e far cuocere così per un&#8217;oretta, controllando di tanto in tanto. La carne rilascerà i suoi succhi e le spezie faranno un bel colore giallo ocra. Lavare le mele e tagliarle a spicchi senza sbucciarle ma eliminando il torsolo. Aggiungerle nella pentola, aggiustare di sale, e ultimare la cottura per circa un quarto d&#8217;ora a pentola scoperta per far stringere un po&#8217; il sughino e in modo che non cuociano troppo (non devono diventare molli). Far raffreddare completamente, tagliare a fette la rolata (meglio coi guanti monouso, sennò avrete le dita gialle come me :) eliminando lo spago. Si può servire caldo o freddo a proprio piacimento, il chè rende il tutto ancora più adatto alla calura estiva.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/rolata spezie3" alt="" /></p>
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		<title>Corsi e ricorsi</title>
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		<comments>http://www.uvaromatica.com/?p=232#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 May 2010 10:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Uvetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Abbinamenti]]></category>

		<category><![CDATA[Colazione]]></category>

		<category><![CDATA[Lievitati]]></category>

		<category><![CDATA[Torte&amp;Cakes]]></category>

		<category><![CDATA[dolci per la festa della mamma]]></category>

		<category><![CDATA[torta di rose]]></category>

		<category><![CDATA[torta di rose classica]]></category>

		<category><![CDATA[torta di rose ricetta originale]]></category>

		<category><![CDATA[valeggio sul mincio]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questa torta ed io non ci siamo ancora perfettamente capite, nel senso che io non l&#8217;avevo mai mangiata finchè non l&#8217;ho preparata io stessa seguendo la ricetta dello chinois del Cavoletto, che per la verità mi deluse non poco, soprattutto per il gusto di lievito troppo pronunciato e per la consistenza -ahimè cruda dentro e croccante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/tortadirose2" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questa torta ed io non ci siamo ancora perfettamente capite, nel senso che io non l&#8217;avevo mai mangiata finchè non l&#8217;ho preparata io stessa seguendo la ricetta dello <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/04/brioche-chinoise" target="_blank">chinois</a> del Cavoletto, che per la verità mi deluse non poco, soprattutto per il gusto di lievito troppo pronunciato e per la consistenza -ahimè cruda dentro e croccante fuori, feci proprio un mezzo disastro. Però questa forma del mazzo di rose e la preparazione (lievitazione e manualità) mi affascina e continua ad affascinarmi, così <a href="http://www.uvaromatica.com/?p=173" target="_blank">di tanto in tanto la preparo</a>. Questa volta la ricetta l&#8217;ho trovata in una raccolta di dolci veronesi, (non chiedetemi come ne sono venuta in possesso qua nella profonda provincia torinese, è una lunga storia fatta di passione quanto di casualità, che spero diventi ancora più lunga e articolata, così da poterla raccontare presto assai ;) raccolta dicevo, dove l&#8217;origine di questa meraviglia di burro e dolcezza viene fissata a <a href="http://www.valeggio.com/" target="_blank">Valeggio sul Mincio</a>, cittadina davvero graziosa in cui anni fa ho soggiornato spesso in occasione del Vinitaly, e di cui ricordo un magnifico parco naturale da visitare anche in bici, e il bellissimo borgo medievale, oltre ai tortellini più buoni che abbia mai mangiato. Andateci il 15 di giugno prossimo a cenare seduti sul ponte visconteo in una tavolata lunga circa 600 metri!</p>
<p style="text-align: justify;">Ok, divagazione fatta, torniamo alla torta&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/tortadirose3" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-232"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/tortadirose macro" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Appena l&#8217;ho letta sul ricettario mi è venuta voglia di farla alla mia mamma per la festa della mamma, idea tutt&#8217;altro che originale, l&#8217;avevo vista preparata in quest&#8217;occasione in decine di blog, solo che alla fine- presa nella rete dei miei innumerevoli ritardi, e avvolta nella fatica con cui faccio tutte le cose da un po&#8217; di tempo in qua- abbiamo festeggiato un paio di settimane dopo. Il risultato però è stato eccezionale, azzeccati i tempi di lievitazione (su quelli ho capito che ognuno si deve regolare ad occhio) e la cottura (io l&#8217;ho coperta con la carta alluminio, sennò scurisce troppo per i miei gusti), la dolcezza e la burrosità davvero per golosoni ma soprattutto l&#8217;aspetto hanno fatto breccia nel cuore di mammina e nel mio di foodbloggermamma. Abbinato il passito di pantelleria Ben Ryè di Donnafugata annata 2006, che è sempre un bel bere, ma devo dire che avrei voluto una vena di freschezza maggiore (embè, ma a Pantelleria la cercavi la freschezza??) per armonizzare quel burropuro dolcissimo che spunta fuori tra un boccone e l&#8217;altro con voluttuosa prepotenza. Meglio scegliere un passito geograficamente più consono&#8230;</p>
<h3><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #339966;">Torta di Rose con burro e vaniglia</span></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><em>Ingredienti</em></span></p>
<p><em>400 gr di farina (metà 00, metà manitoba)</em></p>
<p><em>150 ml di latte intero fresco</em></p>
<p><em>2 uova bio</em></p>
<p><em>70 gr di burro</em></p>
<p><em>170 gr di zucchero</em></p>
<p><em>1 bustina di lievito di birra secco attivo</em></p>
<p><em>1/2 bacca di vaniglia (aggiunta io, ho omesso il sale e l&#8217;olio previsti nella ricetta originale)</em></p>
<p><em>per farcire:</em></p>
<p><em>100 di burro a temperatura ambiente</em></p>
<p><em>100 di zucchero (la prossima volta ne metterei meno)</em></p>
<p><em>zucchero a velo per decorare</em></p>
<p style="text-align: justify;">Premetto che per l&#8217;impasto ho fatto di testa mia, mentre la ricetta prevedeva una prima lievitazione fatta con solo farina, zucchero e lievito, che io per ragioni di tempo ho saltato. Resto però dell&#8217;idea che sarebbe da provare, perchè il fatto di lievitare senza che ci siano le uova nell&#8217;impasto mi ispira non poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Sciogliere il lievito in metà del latte non freddo, aggiungendo un cucchiaino di zucchero e uno di farina. Lasciar attivare per mezz&#8217;oretta. Aprire la bacca di vaniglia a metà, estrarre i semi con un coltello e metterli nel latte rimanente. Sciogliere in un pentolino il burro e far raffreddare. In una boule setacciare la farina, aggiungere lo zucchero e il lievitino; a parte battere le uova con il burro fuso e raffreddato, e incorporare il tutto all&#8217;impasto insieme al latte alla vaniglia (filtrato). Impastare con le mani sulla spianatoia fino ad ottenere una bella pasta liscia ed elastica, profumata e morbida. Formare una palla e mettere a lievitare coperta in forno spento per un paio d&#8217;ore o fino al raddoppio di volume.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavorare il burro con lo zucchero fino ad avere una crema omogenea per la farcitura-</p>
<p style="text-align: justify;">Trascorso il tempo necessario, stendere la pasta col mattarello in forma il più possibile rettangolare. Accendere il forno a 50 gr. Spalmare la crema di burro sulla sfoglia e avvolgere il tutto dal lato più lungo. Tagliare le rose dell&#8217;altezza di circa 5 cm, e posizionarle in verticale e ben distanziate in una teglia da 26 cm rivestita di carta da forno. Spegnere il forno, coprire con un canovaccio e sistemare in forno al calduccio per circa 4 ore. Quando le rose saranno lievitate fino ad unirsi, procedere alla cottura.</p>
<p style="text-align: justify;">Infornare in forno statico già caldo a 180° per 35 minuti, avendo cura di coprire la torta da metà cottura con un foglio di carta alluminio. Io per questa volta ho assistito ad una prodigiosa crescita in cottura che ha alzato la torta e dato un risultato ottimale. Alla fine, siccome era notte fonda l&#8217;ho lasciata coperta in forno spento e sono andata a nanna. Al mattino non assaggiarla col caffèlatte è stata durissima, per ciò consiglio di farne una paio di rose in più da cuocere come briosche per colazione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/tortadirose teglia" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/tortadirose1" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
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		<title>Basmati con asparagi&#038;limone</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 11:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Uvetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Primi Piatti]]></category>

		<category><![CDATA[Vegetables]]></category>

		<category><![CDATA[primi piatti facili]]></category>

		<category><![CDATA[primi piatti freddi]]></category>

		<category><![CDATA[riso basmati]]></category>

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Ispirata dal web prima ancora che dalla bella stagione (prego guardare qui, qui, qui) con una certa voglia di semplicità e leggerezza, in occasione di un veloce pranzetto di famiglia all&#8217;aria aperta, che è sempre un piccolo e graditissimo privilegio, ecco qua una ciotola di freschezza e profumo, pienamente soddisfacente. Il basmati è forse il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/basmati3" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ispirata dal web prima ancora che dalla bella stagione (prego guardare <a href="http://lafrenk.blogspot.com/2009/04/pasta-agli-asparagi-e-limone.html" target="_blank">qui</a>, <a href="http://fotoefornelli.com/2010/04/asparagi-alla-vaniglia/" target="_blank">qui</a>, <a href="http://zucchero2va.blogspot.com/2010/04/lasagne-agli-asparagi.html" target="_blank">qui</a>) con una certa voglia di semplicità e leggerezza, in occasione di un veloce pranzetto di famiglia all&#8217;aria aperta, che è sempre un piccolo e graditissimo privilegio, ecco qua una ciotola di freschezza e profumo, pienamente soddisfacente. Il basmati è forse il riso che prediligo in assoluto, da quando l&#8217;ho scoperto non molti anni fa a dire il vero; per il suo profumo ineguagliabile, e ancor di più per la sua consistenza sempre al dente e con i chicchi ben sgranati, si presta alla preparazione di piatti freddi e insalate, oltre ad essere il contorno perfetto per spezzatini e sughetti un po&#8217; speziati.  Non lo cucinavo da un bel po&#8217; e questo che avevo in dispensa è un residuo del mio ultimo periodo &#8216;indiano&#8217; che forse potrebbe anche tornare&#8230; Piccolo ed estremo piacere anche quello di mangiare, ogni tanto, un pasto con le bacchette, che mi trasmettono un senso di tranquillità e lentezza.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-230"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/basmati2" alt="" /> </p>
<h3><span style="color: #339966;"><span style="text-decoration: underline;">Basmati con asparagi&amp;limone</span></span></h3>
<p><em>Ingredienti (per circa 4 porzioni)</em></p>
<p><em>250 gr di riso basmati</em></p>
<p><em>350 gr di asparagi </em></p>
<p><em>la scorza di mezzo limone non trattato</em></p>
<p><em>olio extra vergine a piacere</em></p>
<p><em>acqua e sale</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/basmati ingr" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Pulire gli asparagi spezzando la parte finale più bianca e legnosa. Lavarli e lessarli in circa 3 litri di acqua salata. Scolarli leggermente al dente, cioè circa dopo un quarto d&#8217;ora di cottura (o anche meno se preferite) prelevadoli con il mestolo forato, e tenerli da parte. Nell&#8217;acqua di cottura lessare il riso per una ventina di minuti. Intanto tagliare gli asparagi a tocchetti, tenendo intere le punte per guarnire bene il piatto; prelevare dal limone la scorza avendo cura di eliminare eventuali parti bianche, e tagliare a julienne. Una volta cotto scolare il riso, metterlo in una grande terrina e far raffreddare leggermente. Condire con olio extra vergine di oliva (ad esempio un olio del Garda, lo vedrei proprio benissimo) e aggiungere gli asparagi e il limone. E&#8217; un piatto ottimo sia tiepido che freddo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/basmati1" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Intanto che ci siete fate cuocere un po&#8217; di Piccolini Barilla in un pentolino a parte, scolate e condite con qualche tocchetto di asparagi e un mezzo cucchiaio di Abitella (o Philadelphia). Qualcuno dal seggiolone non saprà resistere :)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.uvaromatica.com/wordpresstest/wordpress-it_IT-2.5/wp-content/uploads/2010/piccolini mano" alt="" /></p>
<p><em></em></p>
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